Amarula

La settimana scorsa ho assaggiato uesto liquore pressochè sconosciuto, lo ha portato un amico di ritorno dall’Africa.

Devo dire che mi ha notevolmente e piacevolmente colpito, è una crema di liquore, molto simile alla crema di whisky sia come consistenza, sia come sapore, sebbene sia leggermente più deicato.
E’ prodotto miscelando zucchero, panna e l’acquavite ottenuta fermentando e distillando il frutto della Marula un albero che cresce spontaneamente anche conosciuto come “albero degli elefanti” e per questo sull’etichetta del liquore c’è il disegno di un elefante; questo frutto è molto usato in Sudafrica, viene anche usato per fare una birra tipica locale.

Vi consiglio di provarlo se vi capita, o se fat euna vacanza in Africa o se girat ein qualche negozio ben fornito, infatti leggo su beverfood.com che è importato in Italia dal 2010 dai F.lli RInaldi.

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Published in: on gennaio 22, 2012 at 8:07 pm  Lascia un commento  

Nashi

Un po’ di tempo fa ho comprato questo frutto (pomo) al supermercato con Monica, e l’ho trovato molto buono: il Nashi, anche chiamato Pera Asiatica.

Il nashi ha una polpa croccante e succosa, spesso granulosa, che come consistenza può ricordare più la mela che la pera. Per questo negli USA è denominato mela-pera, in riferimento anche alla forma tondeggiante. Il sapore però, a differenza delle mele, manca di acidità e non ha gli aromi tipici delle pere europee. Possiamo definire il nashi come un frutto dolce e fresco, forse un po’ “piatto”, ma gradevole e dissetante, ideale per mitigare la calura estiva.
Similmente ad altri frutti esotici, come l’avocado, si può utilizzare il nashi come ingrediente di antipasti e insalate oltre che macedonie; per questo è chiamato anche “salad pear”.
… La polpa è molto croccante e succosa, ricca di acqua e sali minerali, soprattutto potassio e magnesio. …
(notizie prese da www.giardini.biz)

Nashi sulla Wikipedia

Published in: on novembre 12, 2010 at 4:20 pm  Comments (2)  

Radicchio

Radicchio
Diverse volte mi è capitato chiacchierando con qualche amico di questo prodotto di non capire di quale radicchio si parlava, per me il radicchio è sempre stata quell’ “insalata rossa amarissima” che mi rifilavano da piccolo e che non riuscivo a mangiare se non c’era un po’ di pane in tavola (i miei avevano il vizio di fare l’insalata solo con il radicchio).

Ora in realtà ne sono ghiotto, soprattutto cotto alla brace o alla piastra e condito con un po’ di olio e sale a crudo.

Altre volte parlando sentivo dire “ma il radicchio rosso?” e io pensavo “ma perchè ci sta pure verde?” …
sì!
ma anche no!

In realtà per caso in un vivaio mi è caduto l’occhio (ahia!) su delle bustine di sementi e ho visto le foto del radicchio con il nome di “Cicoria rossa di Treviso” e “Cicoria rossa di Chioggia” e andando a informarmi online in effetti ho avuto conferma che  il radicchio è una varietà di Cicoria, per cui in tal senso sì, c’è anche verde, o meglio, è la Cicoria che ci sta anche rossa 😉

Le diverse varietà di Radicchio sono:

La Cicoria Rossa di Treviso (Radicchio Trevigiano) che può essere precoce o tardivo ha un cespo di forma piuttosto allungata e foglie con costola cantrale bianca.

La Cicoria Rossa di Chioggia (Radicchio di Chioggia o Rosa di Chioggia) che presenta foglie sempre tonde ma racchiuse una sull’altra, in modo da formare un cespo globoso e compatto.

La Cicoria Rossa di Verona (Radicchio di Verona) anch’esso può essere precoce o tardivo (questa dicitura dipende dal periodo in cui ne avviene la raccolta) ed è di forma tondeggiante come il Rosso di Chioggia.

Ma ci sono anche i variegati che normalmente sono Cicorie rosse che non sono state “scolorite” come i Radicchi e perciò presentano ancora delle striature del verde originario (perchè per dare al Radicchio quel colore rosso i cespi vengono ammassati e immagazzinati in luoghi protetti in modo da perdere la colorazione verde)

Radicchio Bianco di Chioggia
Radicchio Variegato di Chioggia
Radicchio Variegato di Castelfranco

In questo sito di sementi (Radicchio Factory) ci stanno interessanti notizie sulle diverse varietà di questo prodotto.

Il fiore della Cicoria

Published in: on luglio 5, 2010 at 2:52 pm  Lascia un commento  

Corallina Romana

Visto l’avvicinarsi inesorabile della Pasqua eccomi qui oggi a divulgare ed elogiar eun prodotto tipico di Umbria e Lazio: la Corallina.

La Corallina è un salame originario di Norcia, originariamente prodotto solamente durante le festività pasquali, anche se devo dire che fuori dal periodo pasquale è comunque difficile trovarlo.

L’impasto finissimodi questo salame è composto da tre parti di carne magra di maiale macinata (tipicamente la spalla), e da una parte di lardello a cubetti, che forma della larghe occhiature (che normalmente non si toccano) aiutando a mantenere morbido e profumato il salame. Oltre a carne e grasso vi si aggiunge sale, pepe nero intero e rotto, infine aglio reso meno aggressivo dalla macerazione nel vino. L’impasto viene poi insaccato nel budello,corallo budello gentile (primo tratto del colon), da cui ne deriva appunto il nome . La corallina deve riposare in un luogo aerato e, nella tradizione, riscaldato da una stufa a legna. La stagionatura è di tre/cinque mesi in locali che devono essere umidi e freschi.

Normalmente viene consumata durante la colazione di pasqua con pizza di formaggio (o casatiello), uova sode e vino rosso.

Published in: on aprile 1, 2010 at 4:12 pm  Lascia un commento  

Puntarelle

Eccomi qui oggi per illustrare una verdura tipica Laziale: le Puntarelle.

puntarelle

Questa verdura deriva dallce foglie più interne della Catalogna Spigata, o anche Cicorione, o anche Cicoria Asparago.

cicorione

Queste foglie vengono tagliate in sottili listarelle e poi messe in acqua gelata per circa 30 minuti per farle arricciare.

Uno dei pochi piatti che di solito accolgono consensi favorevoli da chiunque lo assaggi.

La ricetta per il condimento di questa prelibatezza è la seguente:

Ingredienti
200 grammi di puntarelle
1 cucchiaio di pasta di acciughe (oppure 7 acciughe)
4 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
2 cucchiai di aceto balsamico
pepe
1 spicchio di aglio

Preparazione
Tagliare finemente l’aglio e mischiatele con la pasta di acciughe (si dovrebbero usare le acciughe vere, ma io trovo notevolmente più comoda la pasta di acciughe; le acciughe vanno dissalate e deliscate, non è piacevole sentirsi anche solo una fine spina mentre si gustano le puntarelle), l’olio, l’aceto e il pepe. Il sale non è necessario dato che le acciughe già insaporiscono notevolmente il condimento.

Variante:
Ho letto come variante l’aggiunta di un cucchiaio di panna da cucina per far amalgamare tutot meglio e far aderire meglio alle puntarelle, io non ho mai provato, ma mi incuriosice.

Published in: on marzo 29, 2010 at 4:44 pm  Lascia un commento  

Ciauscolo

Il ciauscolo è un salame molto poco conosciuto anche nella zona di origine (Italia centrale).
Io lo conobbi per caso i primi anni di liceo, ero in gita con la scuola e un mio compagno di classe, Andrea, aveva un panino con questo salume a me sconosciuto; quando mi ha spiegato cosa era ho chiesto di poterlo assaggiare …. ed è stato amore al primo morso!

Il ciauscolo è originario delle Marche ed è molto diffuso in tutta l’Italia centrale; è un salame morbido, conosciuto anche come salame che si spalma, ha una consistenza quasi simile a quella di un patè ed è fatto di carne e grasso di maiale e spezie (soprattutto pepe e aglio), tutto tenuto da una guaina di budello naturale o sintetico.

PROVATELO!!!!

Published in: on marzo 28, 2010 at 7:30 am  Lascia un commento  

Rulandské modré

A luglio ho fatto un viaggio a Praga (città favolosa, una delle poche in cui mi trasferirei volentieri) e dopo la visita al castello ci siamo fermati (ehm non è un pluralis maiestatis) a un bar/ristorante per un aperitivo, non conoscendo i vini del luogo siamo un po’ andati a naso e ci siamo soffermati su questo:

devo dire che siamo stati molto fortunati, un vino buonissimo, fruttato e decisamente non aggressivo, almeno non come alcuni nostri vini un po’ corposi, è paragonabile al Pinot Nero.
Se vi capita di andare a Praga (ve lo consiglio vivamente) provate questo vino.

QUI il sito del produttore
QUI un sito americano che lo descrive brevemente come:
Synonymous with Pinot Noir, Auvernet, Klevner, Morillon. A classical french species. Rulandske modre wines are often light red with a shade brick-red. The scent reminds of berries, including cherry and raspberries. Regarded as one of the best red wines, and able to be cellared often for many years. In a good year, one of the most beautiful and delicate wines that can be obtained.

Published in: on marzo 26, 2010 at 12:34 pm  Lascia un commento  

San Felipe

Apro questa nuova categoria del Blog “Prodotti Culinari” con un prodotto che ha lasciato il segno, un vino argentino molto particolare, il San Felipe.

traduco in breve la loro storia dal sito dell’azienda vinicola che lo produce, La Rural :

La tradizione vinicola della famiglia Rutini nacque all’inizio del XIX secolo quando Francesco Rutini iniziò a produrre vini nella sua città natale, Ascoli Piceno, nelle Marche.

Il suo unico figlio, Filippo Rutini, decise di emigrare nelle Americhe per continuare la loro tradizione vinicola. E fu a Coquimbito, dipartimento di Maipù, Mendoza, che egli piantò la sua prima vigna.

Verso la fine del 1885 egli cominciò la costruzione di un’azienda vinicola (Bodega) chiamata La Rural, che aveva il motto “Labor et Perseverantia“. Il suo interesse primario è sempre stato la qualità.

Don Felipe continuò a lavorare nelle sue vigne a Maipù e poi ampliò la sua attività stabilendosi a Los Corralitos e Medrano, ampliando l’azienda vinicola e importando grandi cisterne e botti di quercia francese.

Don Felipe morì nel 1919 lasciando l’azienda ai suoi discendenti che si occuparono dello sviluppo di diverse varietà di uve bianche e rosse come Chardonnay, Cabernet Sauvignon, Merlot e Malbec. Successivamente venne inclusa anche l’uva Chenin originaria della Loira.

Questo vino ha lasciato il segno anche perchè si fa sentire … soprattutto il loro San Felipe 12 Uvas ….

Published in: on marzo 25, 2010 at 4:31 pm  Lascia un commento