cucinare con la lavastoviglie

Qualche tempo fa vidi in una trasmissione (di cui non ricordo il nome) questa “tecnica” che può sembrare bizzarra e forse anche non efficace.
Il concetto è quello di risparmiare su forno e fornelli e ottimizzare l’energia che si spende per lavare i propri piatti, inserendo tra i piatti da lavare dei barattoli (ovviamente a tenuta stagna) dove inserire gli alimenti da cuocere.

Praticamente si tratta di cucinare con il vapore generato dal lavaggio.

Ne è stato anche scritto un libro a riguardo, “cucinare in lavastoviglie” di Lisa Casali.

Molti potrebbero pensare “ma la lavastovglie non genera calore sopra gli 80° come fai a cucinarci qualcosa?” o “eh vabbè ma sarà sano? e i detersivi siamo sicuri che non entrano?” …. risponderò alle vostre domande con dei copia e incolla da diverse fonti dato che, anche se non viene pubblicizzato molto, se ne parla molto in rete.

“Perché usare la lavastoviglie per cucinare?
Perché il vapore che si sviluppa dentro alla lavastoviglie mentre lava è simile a quello che si sprigiona nella cottura a vapore, quindi, perché non sfruttarlo per cuocere. Basta scegliere una ricetta in base al tipo di lavaggio che si sta per fare.” (fonte ilconsapevole.it)

L’autrice stessa parla della sicurezza di questo metodo:
«Ho sottoposto ad analisi diversi campioni sia in vasetto che sottovuoto. I cibi erano stati cotti in lavastoviglie con un ciclo di lavaggio che impiegava un detersivo particolarmente aggressivo. I dati hanno dimostrato che non c’era alcun tipo di pericolo. C’è tutto uno studio dietro a questo metodo, non è un divertimento» (fonte corriere.it)
Inoltre sempre dall’articolo del Corriere si evince che utilizzare questo metodo potrebbe portare a dei risparmi considerevoli:
«Se consideriamo una famiglia che prepara almeno un pasto al giorno in casa utilizzando una di queste tecniche e le sostituiamo con la cottura in lavastoviglie, usandola mentre si lavano i piatti, si può risparmiare dal 9-14% (se impiegata una sola volta alla settimana) fino al 52–57% se la si usa quatro volte a settimana»

L’autrice del libro su Youtube propone anche alcune ricette, qui di seguito un modo di fare delle mele cotte

E anche alla prova del cuoco ne parlano

Ancora non ho provato personalmente questa tecnica, ma appena la mia lavastoviglie deciderà di non fare più i dispetti la proverò.

Published in: on febbraio 9, 2012 at 3:46 pm  Lascia un commento  

carne alla piastra

Oggi condivido con voi un trucco suggeritomi dal mio macellaio di fiducia … in fondo la mia famiglia si serve da lui da circa 40 anni (appena!!!), anno più anno meno … quando cucinate la carne sulla piastra non ungetela (intendo la piastra, non la carne) con l’olio come spesso suggerito, ma usate un pezzo di grasso della carne (tagliato dalla carne stessa) o una manciata di sale fino (che non manca mai in casa).

*** ADDENDUM ***

L’operazione va effettuata a piastra già calda, per controllare che la piastra sia ben calda potete bagnarla con qualche goccia d’acqua.

*** – – – ***

Lo so normalmente il sale si mette solo a fine cottura per evitare che possa rendere la carne troppo secca, ma vi assicuro che ho provato questo metodo e la carne non è risultata nè asciutta, nè salata.

Personalmente, avendo provato entrambi i metodi, preferisco usare il sale, che attacca meno e lascia più inalterato il sapore della carne. Che ne pensate?

Published in: on gennaio 3, 2012 at 10:28 pm  Comments (5)  

macchina per i Muffin

Approfitto di questo articolo per aprire una nuova categoria di post dedicato alla tecnologia culinaria.

Il macchinario in questione è una macchina per Muffin:

può sembrare sfiziosa e utile, ma ahimè è una perdita di soldi e di spazio utile in cucina, perchè in realtà è una macchina elettrica che serve solamente a cuocere i muffin. Ma la cosa più difficile e faticosa (se non si una un frullatore o simili) nel fare i muffin è creare un impasto perfetto e non aspettare che si cuociano in forno per 10/15 minuti.
Ma se proprio volete acquistarla, costa poco e potete trovarla anche QUI.

Published in: on dicembre 1, 2010 at 2:00 pm  Comments (4)  

Pompi

Da poco il mitico Pompi, il regno del Tiramisù di Roma, ha aperto i battenti anche a Roma Nord, a Ponte Milvio.

Via Cassia 8b-8c
a 20mt da Ponte Mivlio

Published in: on luglio 12, 2010 at 2:22 pm  Lascia un commento  

Felice a Testaccio: addio al re del cacio e pepe

da il Messaggero

ROMA (18 ottobre) – E’ morto Felice. Di cognome faceva Trivelloni, ma era per tutti Felice a Testaccio, l’uomo-ristorante, il proprietario, amministratore, cuoco e cameriere di una delle migliori trattorie romane. Era nato a Velletri il giorno di Capodanno del 1921. Suo padre aprì nel 1936 un’osteria in via Mastro Giorgio. Secondo l’uso dell’epoca, i clienti si portavano la cena da casa, l’oste serviva da bere. Con gli anni Felice prese in mano l’attività. Finché, stanco di assistere alle liti fra ubriachi per le partite a carte, decise di trasformare l’osteria in una trattoria. Preparava tonnarelli cacio e pepe, carciofi al tegame, abbacchio, minestra al brodo di arzilla.

Divenne famoso in tutta la città per la bontà della cucina e per l’onestà dei prezzi. Ad alimentare tanta popolarità era anche il carattere riservato dell’uomo, che dava la sua ruvida impronta a tutto il locale. La sua impronta al locale: niente insegna all’esterno, un arredo fatto di luci al neon, vetri smerigliati e tavoli in fòrmica. Leggendaria la sua abitudine di mandare via i clienti anche quando il locale era apparentemente vuoto. In realtà erano tavoli prenotati.

Felice ha sempre voluto condurre la trattoria da solo. La mattina andava al mercato a fare la spesa, poi cucinava i piatti del pranzo, serviva ai tavoli, puliva e lavava, poi di nuovo in cucina per la cena. Limitare il numero di coperti era l’unico modo per condurre l’attività senza l’aiuto di nessuno.

Esiste una lunga serie di aneddoti sulle celebrità respinte perché senza prenotazione. Trovava sempre posto invece chi si presentava vestito da muratore o da operaio, il comunista Felice aveva un occhio di riguardo per i lavoratori. Roberto Benigni, cliente sin da quando era un giovane attore senza un soldo, nel 2000 gli dedicò una poesia che si concludeva così:

«Felice è un uomo onesto, bravo e giusto
e quando morirà (a tutti tocca)
ci sarà in Paradiso un gran trambusto
Pure gli angeli perderan la brocca
Cristo lo accoglierà con grande gusto
Lo abbraccerà con l’acquolina in bocca
e gli dirà, in mezzo a quel presepe
“E vai Felì, facce ‘na cacio e pepe!».

Published in: on ottobre 22, 2009 at 8:47 pm  Comments (2)  

Er Baffo

“Se te senti depresso e ciai er magone,
fatte ‘na bistecca dar Baffone”

Questo era lo slogan dei mitico Baffo, ristorante per i patiti di carne situato a Maccarese su Via della Muratella ….

Come dimenticare il banco della carne fornito solo di pezzi di prima qualità, l’enorme camino dove Baffo in persona cucinava la carne, il rumore della mannaia sul tagliere che risuonava nel locale, le tv sintonizzate sui canali di tutto il mondo, il tetto del locale sormontato da antenne per ricevere i suddetti canali, le patate ripassate col peperoncino, le crostate fatte in casa, le tavolate dove spesso socializzavi con emeriti sconosciuti, le tovaglie di carta, il conto scritto a mano sulla tovaglia….

Ne parlo al passato perchè Giovedì quando mi sono recato li già con l’acquolina in bocca, ho avuto una terribile sorpresa ….

Baffo ha chiuso i battenti per l’affitto “insostenibile” e come dice l’avviso non è che si è trasferito, ma ha proprio chiuso …..

Che dire … sento una profonda amarezza …. Baffo non era solo un bel posto dove mangiare, ma era la romanità … era uno stile … come dice lui nel sito, era una filosofia ….

(dal SITO ufficiale der Baffone)

Come dimenticare quando un cliente a cui era stata appena consegnata la sua bistecca chiede: “si può avere un po’ di limone?”
baffo: “aho! ma che stai a magna’ le cozze????”

un mio collega mi racconta invece che due suoi amici ordinarono una fiorentina in 2 e lui chiese: “chi è che magna e chi se la pija ‘nder c…?”

erano bei momenti ….. ci mancheranno …..

QUI il gruppo di Facebook “Aridatece Baffone”
QUI la notizia della chiusura di Baffo su ADNkronos

e sono onorato che sia lui il primo a cui assegno il bollino Gran Gambero 😉

bollinoalloro-gamberoroscio-small

Published in: on maggio 4, 2009 at 2:25 pm  Comments (6)