Amarula

La settimana scorsa ho assaggiato uesto liquore pressochè sconosciuto, lo ha portato un amico di ritorno dall’Africa.

Devo dire che mi ha notevolmente e piacevolmente colpito, è una crema di liquore, molto simile alla crema di whisky sia come consistenza, sia come sapore, sebbene sia leggermente più deicato.
E’ prodotto miscelando zucchero, panna e l’acquavite ottenuta fermentando e distillando il frutto della Marula un albero che cresce spontaneamente anche conosciuto come “albero degli elefanti” e per questo sull’etichetta del liquore c’è il disegno di un elefante; questo frutto è molto usato in Sudafrica, viene anche usato per fare una birra tipica locale.

Vi consiglio di provarlo se vi capita, o se fat euna vacanza in Africa o se girat ein qualche negozio ben fornito, infatti leggo su beverfood.com che è importato in Italia dal 2010 dai F.lli RInaldi.

Published in: on gennaio 22, 2012 at 8:07 pm  Lascia un commento  

crema di lattuga

Questa ricetta l’ho trovata su una pagina del portale di Fastweb, la condivido qui anche se non l’ho ancora provata. Certo non è una ricetta adatta agli intolleranti al lattosio.

Ingredienti per 4 persone:
– 3 cespi di lattuga
– 70 g di burro
– un pizzico di zucchero
– salsa besciamella
– 1/2 dl di panna da cucina
– latte
– crostini di pane
– foglioline di cerfoglio
– noce moscata
– sale, pepe

Preparazione:
Sbollentare le foglie di lattuga per 10 minuti, scolarle, strizzarle, tagliarle finemente e farle stufare in 40 g di burro. Condire con sale, pepe, zucchero e noce moscata, unire la salsa besciamella e cuocere a fuoco piuttosto moderato per 30 minuti. Passare il tutto al setaccio, aggiungere il latte caldo in quantità sufficiente a ottenere una crema di media consistenza e far prendere l’ebollizione. Completare la crema di lattuga, fuori dal fuoco, con la panna da cucina liquida calda e qualche pizzico di foglioline di cerfoglio. Accompagnare con crostini di pane dorati nel rimanente burro.

Published in: on gennaio 20, 2012 at 3:17 pm  Lascia un commento  

Rugantino

Sabato scorso sono stato per la prima volta in questo ristorante e devo dire che ne sono rimasto notevolmente deluso.
Tutto ha lasciato a desiderare, il servizio, la qualità del cibo, il costo. Ma andiamo con ordine.

Era un compleanno e la tavolata era numerosa, anche se non troppo, eravamo 12; inizialmente abbiamo ordinato della focaccia e del prosciutto un po’ per tutti; da come aveva ordinato il mio amico immaginavo ci portasse delle focacce e dei taglieri o vassoi con del prosciutto, invece ci hanno portato 3 focacce con sopra 4 fette striminzite di prosciutto, da notare che le focacce erano a temperatura ambiente, nemmeno tiepide, sebbene fossero comunque morbide e buone, niente di eccezionale, ma buone.
Poi abbiamo ordinato un piatto a testa, chi un primo, chi un piatto di carne, chi del pesce.
Io e un mio amico abbiamo preso quello che su menù era il “Gaucho” e prometteva “filetto alla griglia con verdure alla griglia, mais e riso grigliato e un crostone di pane geigliato”; la carne oggettivamente era buona, al sangue come chiesto, morbida e molto saporita. Ahimè non può dirsi lo stesso del resto: le verdure grigliate erano 5 fette, una di melanzana, due di zucchine, una di zucca, una di carciofo, e il carciofo e la melanzana sapevano talmente di pesce da farmi venire anche un conato. Il riso era un pugnetto (2 forchettate); del mais nemmeno l’ombra; e il “crostone” era una fettina di pane lunga e stretta, alta mezzo dito (forse meno), se qualcuno mi scrive crostone, io non mi immagino una fetta di pane striminzito più piccolo della più umile delle bruschette.
Un’altra persona ha preso un filetto ai frutti di bosco (beh scelta anche anomala), e i frutti di bosco non erano surgelati, ma erano ancora freddi da congelatore … mi domando quanto ci voglia a scaldare a un microonde dei frutti di bosco, 5 minuti?
Per i primi, ho sentito pareri contrastanti, la pasta ai 3 guanciali pare fosse buona, mentre invece non c’è stato lo stesso giudizio per la carbonara rinforzata o per la pasta colorata al salmone, che doveva avere tra gli ingredienti anche le patate, di cui in realtà non se ne è vista traccia.
Successivamente non essendo stati saziati dai piatti (che non erano abbondanti) abbiamo ordinato altre 3 focacce con prosciutto e 3 piatti di patate fritte; inutile dire che le patate erano palesemente surgelate e sono state poco cotte, le patate erano esternamente troppo morbide e chiare.
Abbiamo proseguito con i dolci che hanno riscosso più successo, anche se io un creme caramel flambè non lo avevo mai visto.
Tutto innaffiato da 2 bottiglie di vino bianco, qualche bottiglia di acqua, un paio di bottiglie di coca e alcuni caffè a fine sera.

Dopo aver analizzato la qualità del cibo analizziamo il servizio; erroneamente è stato scambiato un piatto tra due commensali, il piatto destinato a D. è stato preso da M. … nessuno se ne era accorto, nemmeno M. che aveva ordinato della pasta, mi pare, con la cernia e invece ha avuto la pasta di D. a base di salmone … BAH … comunque, quando oramai tutti avevamo finito di mangiare, D. ancora non aveva ricevuto il suo piatto, quindi ha chiesto notizie e abbiamo scoperto dello scambio, solo che uno scambio presupponeva che D. ricevesse non il suo piatto che era stato scambiato, ma l’altro piatto … quindi alla fine dei conti ci è stata portata un ordinazione in meno.
D. ha dovuto aspettare poi che il suo primo venisse cotto dall’inizio (quindi ha aspettato un bel po’), per poi vedersi servito qualcosa che era vagamente quello che aveva chiesto. La pasta al salmone sopra citata che non aveva alcun sentore delle patate che dovevano esserci.

Passiamo al prezzo: un antipasto, un piatto a testa (chi pasta chi carne), un dolce (anche se non tutti), vino bianco, acqua, caffè 30 euro; dulcis in fundo alcuni il giorno successivo hanno avuto (permettetetmi il francesismo) “il cagotto”.

Decisamente voto negativo per questo posto: alcuni dei miei amici c’erano già stati e il secondo tetativo è stato disastroso come il primo.

Indirizzo:
Rugantino
Via stoccolma, 13
Roma, zona: Torrino (dietro il SIC)
Tel. 0652279646
Chiusura: Lunedì (da verificare)

Voto

Published in: on gennaio 10, 2012 at 2:53 pm  Lascia un commento  

carne alla piastra

Oggi condivido con voi un trucco suggeritomi dal mio macellaio di fiducia … in fondo la mia famiglia si serve da lui da circa 40 anni (appena!!!), anno più anno meno … quando cucinate la carne sulla piastra non ungetela (intendo la piastra, non la carne) con l’olio come spesso suggerito, ma usate un pezzo di grasso della carne (tagliato dalla carne stessa) o una manciata di sale fino (che non manca mai in casa).

*** ADDENDUM ***

L’operazione va effettuata a piastra già calda, per controllare che la piastra sia ben calda potete bagnarla con qualche goccia d’acqua.

*** – – – ***

Lo so normalmente il sale si mette solo a fine cottura per evitare che possa rendere la carne troppo secca, ma vi assicuro che ho provato questo metodo e la carne non è risultata nè asciutta, nè salata.

Personalmente, avendo provato entrambi i metodi, preferisco usare il sale, che attacca meno e lascia più inalterato il sapore della carne. Che ne pensate?

Published in: on gennaio 3, 2012 at 10:28 pm  Comments (5)